Tre piccole citazioni di Einstein

Sui fini dell'uomo (1931)

     ... Ciascun uomo Ŕ determinato nel suo sforzo e guidato nei suoi giudizi da determinati ideali. In questo senso io non ho mai guardato all'agiatezza e alla felicitÓ come a fini assoluti (un ideale etico, questo, peculiare ai porci). Gli ideali che hanno illuminato il mio cammino e che in molte occasioni mi hanno dato nuovo coraggio per far fronte serenamente alla vita, sono stati la bontÓ, la bellezza e la veritÓ. Senza la coscienza di essere in armonia con coloro che partecipano delle mie convinzioni, senza l'ansia verso una meta, sempre irraggiungibile, nel campo dell'arte e della ricerca scientifica, la vita mi sarebbe parsa vuota. Le mete banali verso le quali l'umanitÓ indirizza i suoi sforzi: il possesso materiale, il successo esterno, il lusso, mi sono sempre apparse spregevoli.

 

Sui problemi sociali (1931)

     II mio ideale politico Ŕ la democrazia. Ciascuno deve essere rispettato come individuo e nessuno deve essere idolatrato. E' una ironia della sorte che io sia divenuto per i miei contemporanei l'oggetto di un'eccessiva ammirazione e venerazione, senza colpa nÚ merito da parte mia. Ci˛ pu˛ forse spiegarsi col desiderio, irrealizzabile per molti, dý comprendere quelle poche idee cui, grazie alle mie deboli forze, sono pervenuto nel corso di una lotta incessante, lo sono convinto che per assicurare la riuscita di una qualsiasi impresa Ŕ indispensabile che un solo individuo pensi, diriga e porti la responsabilitÓ. Ma coloro che vengono governati non devono essere forzati, essi devono poter scegliere chi li dirige. Un sistema coercitivo autocratico non pu˛, a mio avviso, che degenerare in breve tempo. La forza, infatti, attira sempre gli uomini di scarsa moralitÓ e io sono ugualmente convinto che i tiranni geniali hanno sempre come successori dei piccoli furfanti.

 

Per il 60░ compleanno di Max Plank (1918)

     Quale varietÓ di stili presenta il tempio della scienza! E come diversi sono gli uomini che lo frequentano e diverse le ragioni che ve li hanno condotti! Non pochi si dedicano alla scienza per il gusto di mettere alla prova le proprie superiori capacitÓ intellettuali; per costoro la scienza assomiglia allo sport preferito che permette di vivere una vita intensa e soddisfa le proprie ambizioni. Ve ne sono poi molti che offrono il prodotto del proprio cervello sull'altare della scienza per motivi puramente utilitari. Basterebbe che un angelo divino cacciasse dal tempio gli uomini di queste due categorie e l'edificio rimarrebbe vuoto in modo inquietante, se non vi restassero ancora alcuni uomini del passato e del presente: a questa minoranza appartiene il nostro Planck, ed Ŕ per questa ragione che noi lo amiamo.


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